Alcuni giorni dopo fra gli applausi di tutta Milano sortiva un decreto firmato da Napoleone a nome della Repubblica Francese, col quale: considerando l'ingiusta condanna del conte Renato Sampieri e sua famiglia, non credendo di compiere che un'atto di giustizia, gli si ritirava il bando d'esiglio a lui spiccato dal Governo Austriaco nel 1778, rimettendolo ancora nel pieno possesso di tutti i suoi beni.
S'aggiungeva inoltro che in quanto al fratello di lui Alberto Sampieri giacendo tuttavia sotto la grave accusa di omicida e non lo potendosi assolvere senza ledere quelle leggi la di cui maestà dev'essere sempre rigidamente rispettata, si permetteva di dar corso ad un regolare processo, qualora venisse chiesto dal delinquente col mettersi a disposizione dei tribunali.
Si obbligava poi il governo di passare ad una esatta restituzione dei beni confiscatigli allorquando venisse emanata sentenza favorevole; in ogni modo si doveva tener conto degli anni scontati in esiglio.
CAPITOLO VII.
Dubita pur che brillino
Degli astri le carole,
Dubita pur che il sole
Fulga, e che sulla rorida
Zolla germogli il fior;
Dubita delle lagrime,
Dubita del sorriso,
E dubita degli angioli
Che sono in paradiso,
Ma credi nell'amor.
BOITO.
Godeva di moltissima fama in quel tempo il Collegio Femminile di
Monza.
Grazie ad una completa istruzione che da valenti istitutrici vi s'impartiva, era divenuto il ricovero delle fanciulli appartenenti alle più illustri famiglie lombarde per nobiltà e ricchezze.
Nell'alta società si credeva che una giovinetta non potesse mai possedere quelle cognizioni, quella compitezza di maniere, quella squisita educazione insomma necessaria a chi veniva chiamata a vivere fra le sublimi sfere sociali, se non usciva dal Collegio di Monza.
Esso occupava un ricchissimo palazzo, i di cui ampi locali capivano a meraviglia le innumerevoli educande; eravi annesso un delizioso giardino, in cui nelle ore destinate al sollievo si lasciavano libere ricrearsi quelle giovinette avide sempre di moto e d'aria.
Suona appunto l'ora della ricreazione; soffermiamoci un'istante e godremo d'un quadro che la gioventù, la vita e l'innocenza rendono aggradevole più che mai.