—Quando ci sono andata io, continuò la brunetta promessa sposa, vestivo un bell'abito di seta celeste, i capelli mi scendevano liberi sulle spalle e bisognava che stessi bene perchè tutti mi guardavano.
—E chi ti guardava?
—Per lo più bei giovinetti, rispose con una certa ingenuità.
—Ah sì?
—E come era contenta vedermi l'oggetto della loro ammirazione.
—Oh l'ambiziosa!
—Infine poi non c'è nulla di male. Ebbene fu appunto in quelli sera ch'io vidi per la prima volta mio cugino. Cosa volete, mi piace e tutto, mio cugino, ma però gli ho trovato un difetto.
—Quale?
—Quello d'essere troppo serio; parla assai poco, ride di rado, ha insomma la gravità d'un nonno.
—E tu sei così folle!