E allora fu dintorno un movimento di curiosità viva; come sono? li avete conosciuti? vestono ancora come nelle vecchie stampe? Le domande mi piovevano d'ogni parte; e la figliuola gentile del mio ospite, che così bionda e bella e solenne parea Elsa, insisteva più delle altre: — Raccontate, raccontate le storie del vostro paese. —

Io rimasi come interdetto: che cosa dovevo dire? Vi era tanta ingenua e tanta simpatica curiosità, che non avevo ragione di offendermi. Protestai timidamente: dissi che i briganti sono oramai nella leggenda, come i cappelli a punta e i fucili a tromba. Credettero che io non avessi voluto dire per pregiudizio o per prudenza; e gli occhi continuarono a fissarmi con curiosità incredula.

Io non prevedevo, o signore, o signori, che sarei venuto dopo meno di un anno, dinanzi a voi a parlare non dirò delle storie, ma di uno dei lati più interessanti della storia del mio paese.

E questa volta posso parlarne senza rancore, senza vergogna; poichè a voi posso dire di più, e voi potete intender meglio.

Noi ci conosciamo così poco in Italia, che di ciò che è la parte fondamentale della storia del nostro paese abbiamo nozioni e criteri spesso contrari alla realtà.

Il brigantaggio meridionale, ancora per il maggior numero degli italiani è circondato di leggende e di misteri paurosi. Sarò molto fortunato se mi sarà dato esaminare senza prevenzioni un fenomeno che attende ancora il suo storico — e intorno a cui si sono accumulati gli errori più strani e le credenze più assurde.

Ogni parte d'Italia, oserei dire ogni parte di Europa, ha avuto banditi e malviventi, che in periodi di guerra o di sventure hanno dominata la campagna e si son messi fuori della legge. Si può dire anzi che, in alcuni paesi dell'Europa centrale, il brigantaggio sia stato per secoli una vera istituzione: e i banditi della Germania, che i romantici hanno troppo spesso idealizzato, in brutalità e in ferocia hanno segnato pagine assai più sanguinose delle nostre.

I masnadieri tedeschi, che l'individualismo romantico e il favore della leggenda circondarono di simpatia erano spesso veri malviventi; molti dei briganti meridionali, che ebbero nella loro condotta un lato cavalleresco, o per lo meno non furono rozzi delinquenti, non trovarono invece poeti o romanzieri che avessero saputo appropriarsi il lato ideale della leggenda. Nè gli storici e gli statisti penetrarono spesso le cause di tanto male.

Ma vi è stato un paese in Europa in cui il brigantaggio è esistito si può dire sempre e non è finito se non ai giorni nostri; un paese dove il brigantaggio per molti secoli si può rassomigliare a un immenso fiume di sangue e di odî, cui sono affluiti tutti i rivoli del dolore, della ingiustizia, e della delinquenza; vi è stato un paese in cui per secoli una monarchia si è basata sul brigantaggio, che è diventato come un agente storico di grande importanza: questo paese è l'Italia del Mezzodì.

Per quanto io sappia, anche le monarchie più potenti non sono riescite a estirpare del tutto il brigantaggio dal reame di Napoli. Tante volte distrutto, tante volte risorgeva; e risorgeva spesso più poderoso. Il sangue genera il sangue — e spesso più la repressione era feroce, più grande rinasceva il male. Come le cause non erano distrutte, nè si poteva, ogni repressione era vana.