Non solamente durante il 1799, ma durante la monarchia francese, ma nel 1820, ma nel 1848, ma nel 1860, i Borboni ebbero il brigantaggio come suprema difesa. Il brigantaggio era il modo di sfogare tutte le vendette.

Era un'onda cui non si resisteva: secondata dai preti, fatta servire alle passioni locali, inasprita da tutte le sofferenze, quest'onda irrompeva terribile e devastatrice.

Passato il pericolo, restaurate le sue basi, la monarchia premiava i più fortunati, i capi delle insurrezioni e perseguitava e sterminava gli altri; tranne a ricominciare ove ne fosse il bisogno.

Così nella storia del brigantaggio, noi troviamo due forme distinte: i briganti comuni erano o delinquenti desiderosi di far fortuna e di sfogare i loro istinti, o poverissimi uomini spinti dalla fame e dalle ingiustizie a mettersi contro la società.

Oltre di questo vi è stato un vero brigantaggio politico, che riunendo gli elementi che già v'erano, e rivolgendosi alle masse e svegliando istinti rivoluzionari, è stato sostegno della monarchia e da essa a volta a volta creato e distrutto.

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Quando si parla di briganti si pensa subito a tutte le leggende che noi abbiamo sentito ripetere: si pensa al trombone, al cappello a punta, ai delitti terribili e alle grassazioni più spaventevoli.

Il brigante invece non era che un rivoltato: e fra i rivoltati vi erano, come vi sono oggi, i sofferenti, gli idealisti e i perversi. Bakounine ha detto che il brigante meridionale rappresenta il tipo del perfetto anarchico. Se essere anarchico vuol dire soltanto mettersi contro la società, apertamente, violentemente, i briganti erano anarchici.

Quando si pensi alle descrizioni terribili che abbiamo lette o udite, pare strano che anche i più feroci di essi erano religiosissimi. I ladroni che seguivano il cardinal Ruffo, prima di mettere a sacco e fuoco le città, di commettere ogni più terribile strage, ascoltavano la messa. La vita di avventure va sempre unita a un fondo di misticismo: ciascun brigante portava sul petto le sacre immagini, faceva doni alle chiese e non mancava di recitare il rosario. Era una religione rozza e primitiva credente in un Dio terribile, che qualche volta i banditi invocavano perchè le loro operazioni riescissero.

Così tra i briganti troviamo i tipi più diversi, come le nature più varie: accanto ai ladri e agli assassini, che costituivano il fondo del malandrinaggio, uomini desiderosi di più umano vivere e qualche volta perfino amanti di giustizia. Una giustizia rozza, quale poteva apparire alla mente di uomini incolti e superstiziosi.