E allora, voi mi chiederete, perchè il brigantaggio non esiste più quando molte cause permangono?
Perchè noi mandiamo ogni anno fuori di Europa dal solo Mezzogiorno continentale, un vero esercito di quasi cinquanta mila persone e i contadini di Basilicata, delle Calabrie, del Cilento, che non chiedono nulla allo Stato, nemmeno bonifiche derisorie, nemmeno consorzi mentitori, nemmeno tariffe di protezione, danno il contingente più largo. Io vorrei fare, io farò forse un giorno una carta del brigantaggio e una dell'emigrazione e l'una e l'altra si completeranno e si potrà vedere quali siano le cause di entrambi.
Una delle più crudeli accuse e più inique è nel dire che i contadini meridionali amano l'ozio; ho visto molta gente lavorar meglio, nessuno lavorar più.
La miseria crudele non ha ucciso le intime energie della razza, l'anima essenziale della stirpe; il brigante e l'emigrante con la rivolta e con l'esodo sono la prova di una mirabile capacità espansiva.
— Che cosa farai? — io chiedevo al vecchio contadino che partiva.
— Chi lo sa! — egli mi rispondeva.
Non chiedeva nulla, non voleva nulla. Andava a lottare, a soffrire; aspirava alla sazietà. In altri tempi sarebbe stato brigante o complice; ora andava a portare la sua forza di lavoro, il suo misticismo doloroso nella terra lontana, a costituire forse con i suoi compagni quella che dovrà essere la nuova Italia.
O povera gente così forte e così infelice, così buona e così calunniata!
IL VESCOVO D'IMOLA
CONFERENZA DI ERNESTO MASI.