Una delle più belle pagine del Carducci racconta come il lunedì di Pasqua del 1847, mentre tutta la campagna e il mare sfolgoreggiavano intorno e dinanzi nella ridesta pianura, e tutto era fiori, in cielo e in terra, del più bel giallo, del più largo rosso, del più amabile incarnatino, sua madre disse a lui per la prima volta i versi del Berchet:

Su! nell'irto increscioso Alemanno

Su, Lombardi, puntate la spada!

«Come son belli i fiori dei pèschi a primavera! E pure, dopo sentiti codesti versi, non vidi più nulla; o, meglio, vidi tutto nero: avevo una voglia feroce di ammazzare tedeschi.»

Due nomi sacrosanti su tutti ha l'uomo; la madre e la patria. Nessuno a voi chiede, o Signore, di non seguire la moda anche nelle letture; anzi spetta a voi, o gentili, cogliere via via tutti i fiori che l'arte produca; e tanto più, quando sono così fiammeggianti di colore che gli stranieri ce l'invidiano, e siam noi italiani che, anzi che subirla, facciamo noi per un momento la moda a Parigi. Ma ogni tanto vogliate, voi madri al figlio, e voi sorelle al fratello minore, vogliate leggere qualcuna delle poesie del nostro risorgimento. L'Italia ha gran bisogno, pur troppo, di tornare a scaldarsi il cuore là a quell'ardente vampata di patriottismo: e voi fate che nella mente e nell'animo dell'uomo, come accadde al Carducci, si congiungano poi insieme per una forte e nobile lettura i santi ricordi della nazione e della famiglia.

INDICE

Antonio Rosmini
Pag. 5

Alessandro Manzoni
39

Giuseppe Mazzini e il suo pensiero filosofico
73

La poesia patriottica e Giovanni Berchet
123