Ne seguirono arbitrii e violenze, tra cui la chiusura delle stamperie e l'arresto dei tipografi per impedire la pubblicazione dei giornali.
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La vita di un popolo è la sintesi della sua storia. Esso non perisce, ma si perpetua, e però gli eventi che nel corso dei secoli si svolgono in lui e per lui, ne costituiscono la forza intellettiva, la quale lo spinge per determinati scopi all'azione.
Il colpo violento recato alle istituzioni politiche del regno ferì gravemente il cuore dei Siciliani. L'isola non aveva che tradizioni di libertà, ed i Borboni furono i primi fondatori del principato assoluto. Si comprende che le violenze del despotismo doveano figliare cospirazioni e rivolte.
Davano singolarità al carattere dei miei conterranei: la monarchia tradizionale, il tradizionale Parlamento. E non si smentirono. Quando al 1820 furono spinti dalla carboneria a fondersi in quella menzogna geografica del regno delle Due Sicilie, risposero gridando per le strade: Indipendenza o morte.
Si ricorda un fatto speciale di quei giorni che definisce la personalità dei nostri uomini politici. Il 18 luglio 1820, il popolo si volge al principe di Castelnuovo perchè voglia capitanarlo; il vecchio patrizio, al vedere il tricolore sul petto dei cittadini, grida:
— Quella non è la coccarda siciliana. —
E volge loro le spalle.
Ebbene, Carlo Cottone, principe di Castelnuovo, pari del regno di Sicilia, fu uno dei più ardenti promotori delle riforme politiche al 1812. Fu tra i baroni che al 1811 avevano protestato contro Ferdinando III, per aver questi decretato l'imposta sulla rendita senza l'autorità del Parlamento. Ministro delle finanze nei giorni classici della monarchia costituzionale, provocò la legge per l'abolizione della feudalità e del fidecommesso. Fu sobrio, rigido, uomo di Stato all'inglese. Venuti i tempi tristi della servitù, rifiutò il pagamento delle imposte, perchè non votate dalle Camere, e fu miracolo di cittadino sotto una tirannide che nulla perdonava. Morendo, ricco signore, distribuì la sua cospicua fortuna ad opere di beneficenza e di educazione popolare.
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