La natura ha leggi somiglianti nel campo fisico e nel campo morale; e come il sonno dà nuova vigoria alle forze esaurite degli animali, lo stato di quiete e di raccoglimento dà alle idee, affinchè si facciano strada nella coscienza dei popoli, quella potenzialità che non hanno quando dapprima si palesano alla mente del pensatore, o si lasciano intuire dalla ispirata fantasia del poeta. E il sentimento, in cui si rispecchiavano le idee dell'indipendenza, della libertà, dell'unità nazionale, restò apparentemente sopito, e non diè per lungo tempo altro sintomo di vita che quello di qualche raro movimento politico.
Il sentimento dell'unità nazionale restava peraltro sempre vivo nella coscienza del popolo toscano, e, come costantemente accade, si rivelava nella ispirazione dei suoi poeti. Il Giusti, il poeta popolare, faceva dire allo Stivale:
Fatemi con prudenza e con amore
Tutto d'un pezzo e tutto d'un colore.
E poco innanzi Giovanni Battista Niccolini, il poeta civile, aveva fatto dire al suo Procida:
Fui di Manfredi amico, e grande ed una
Far la sua patria ei volle;
come più tardi, quando nella Cappella del Pretorio fu scoperto il ritratto di Dante, lo stesso Niccolini con felice ispirazione cantava:
Voi che la tenebrosa
Coltre del tempo, che all'Italia aggrava