Del vostro sangue l'onda,
E piova più feconda
Giammai non penetrò.
La loro tomba sarebbe diventata luogo di pellegrinaggio, se parecchi anni dopo un generale crudelissimo non avesse fatto con scellerata e sacrilega idea profanare il nobile sepolcro, e non avesse fatto confondere le ossa dei due martiri con quelle dei malfattori comuni.
Che importa! vi è qualche cosa che non si uccide, vi è qualche cosa che non può essere profanata da alcuno; che non ha da temere di nulla; ed è il ricordo della bontà eroica, della grandezza infelice.
Quello dei Bandiera era un tentativo che non potea riescire: poichè si basava sopra cose che non erano. Pure nessun tentativo è circondato di tanta poesia come questo: per il fatto stesso ch'era irrealizzabile, per la ingenuità con cui fu compiuto.
Ma nessuna iniziativa fra tutte quelle compiute prima delle spedizioni di Garibaldi fu più interessante di quella di Pisacane; meno per il tentativo rivoluzionario che per l'uomo che n'era a capo; meno per ciò che fece che per ciò che si proponeva di fare.
Carlo Pisacane napoletano era stato in situazione autorevole e importante nello stato maggiore delle due Sicilie; era di nobile famiglia; era sopra tutto un'anima inquieta, desiderosa di novità. Avea combattuto in Africa contro gli arabi; a Roma a Porta San Pancrazio; era esule a Genova nel 1857.
Basandosi su relazioni inesatte, contando sopra movimenti patriottici delle popolazioni meridionali, concepì l'idea audace di sbarcare sulla costa salernitana nel Cilento, di sollevare le popolazioni, di congiungerle ad altre ribelli di Basilicata e di giungere in Napoli a capo di esercito numeroso e ribelle.
L'idea di Ruffo, che dovea più tardi presiedere alla spedizione di Garibaldi, era anche nella mente di Pisacane. Solo egli abbreviava le distanze, e sperava giungere come per sorpresa sulla capitale.