Si voleva conoscere, forse, il mio giudizio sulle sue opere?

E che cosa vale il mio giudizio più di quello di qualunque altra persona?... Domandatelo, dunque, ad altri; domandatelo a voi stessi. Il giudizio su Verdi sarà sempre uguale presso tutte le genti che hanno un po' di cuore nel petto.

Si voleva forse che io analizzassi la produzione di Verdi dal lato della struttura, della costruzione, della matematica?

A parte l'irriverenza imperdonabile che avrei commesso, sarei stato nel caso di dire solamente che Verdi, fino dalle prime sue opere, fu sempre artefice sommo.

E tutti avrebbero riso della mia grande scoperta... e della mia grande ingenuità.

E allora?

Forse si aspettava da me una conferenza a base di aneddoti?

Ma, Dio mio, degli aneddoti della vita di Verdi sono stati empiti giornali, opuscoli e libri interi. Ed io non mi sarei mai sentito il coraggio d'inventarne di nuovi.

O mi si chiedeva un saggio di polemica coi detrattori del genio di Verdi?... Ma dove avrei potuto scavare i detrattori?... L'arte di Verdi non può avere che ammiratori.

Non si tiri in ballo la critica d'un tempo crudamente ostile alle opere del Maestro; o la si porti ad esempio magnifico di avversari leali, accaniti nel giudicare l'opera del genio alla stregua delle cifre e dei sistemi; e vinti, alla fine, quando dalla loro mente cocciuta la potenza di quella musica potè scendere nel loro cuore.