Ebbene: io sono convinto che, oggi, soltanto dopo un simile spettacolo si può avere un'idea dell'impressione che quella musica di Verdi destava nel pubblico ai suoi tempi. Come si può comprendere oggi il primo entusiasmo della Battaglia di Legnano e l'estrema commozione del Ballo in Maschera?
Oggi si vuol far credere che l'arte non è più popolare; e si parla di arte aristocratica, di arte coi guanti.... Coi guanti sì! Ma guanti di lana e ben grossi, perchè oggi l'arte è diventata fredda!
Nei teatri d'oggi si attaccano ai muri delle striscie di carta colla scritta: Si prega di non applaudire durante gli atti. Come se l'applauso fosse una volontaria manifestazione di cortesia.
Avrei voluto vedere il resultato pratico di quegli avvisi alla prima rappresentazione del Rigoletto!
Io intanto ho già ritirato dallo stampatore i cartellini che farò affiggere in teatro la sera della prima rappresentazione della mia nuova opera, e che portano la scritta: Si prega di non fischiare durante gli atti.
E non potrò essere modesto neppure allora, perchè sarò semplicemente sincero.
Voglio sperare che nessuna persona dell'uditorio così gentile si maraviglierà del fatto che nella mia conferenza io non abbia nemmeno accennato ad un tentativo di analisi delle opere di Verdi; ed anzi credo fermamente che tutti avrebbero deplorato un simile proposito da parte mia.
La musica di Verdi è troppo superiore a qualunque analisi, perchè tutta insieme sa troppo bene parlare alle fibre del nostro cuore.
È musica fatta di genio e di intimo sentimento.
Ma, anche volendolo, che cosa avrei potuto dire di Verdi, che non fosse già noto a tutti gli ascoltatori?