Ara bell'ara,

Discesa Cornara,

Dell'or e del fin — del Cont Marin....

che pareva una filastrocca senza senso; tanto che Carlo Porta l'adoperò nelle sue frammentarie versioni o, meglio, parodie meneghine, dell'Inferno di Dante; e precisamente per rendere l'oscuro verso famoso:

Pape Satan, pape Satan, Aleppe.

Quella cantilena era eco d'una storia deformata dal volgo; il quale credeva che Ara, figlia d'un Cornaro, veneziano, fosse stata uccisa da un conte Marino. L'uccisa era, invece, una spagnuola.

Un avvenimento faceva discorrere Milano per mesi. Chi sa quanto discorrere si sarà fatto nella famiglia di Carlo Porta, quando il teatro di Corte, fatto già rinascere dalle ceneri d'un altro incendio, andò distrutto dalle fiamme verso l'alba del 25 febbraio 1774!

E si pensi quale stupore nella famiglia di Carlo Porta, come dappertutto, destò l'avvenimento del primo pallone aerostatico che s'innalzò al cielo portandosi un uomo! Il nobile Paolo Andreani, lo stesso che aveva introdotto a Milano i parafulmini, si fece costruire, nella sua principesca villa di Moncucco, un pallone alla Montgolfier, e vi salì imperterrito: il primo a Milano, il primo in tutta Italia.

I nuovi sbalorditivi trovati di quella Francia, che s'era levata contro il suo re, e della quale cominciavano a diffondersi nelle famiglie atterrite le raccapriccianti notizie; quei nuovi trovati non potevano esser altro che opera del demonio, come i preti predicavano nelle chiese e a domicilio.

Libri, idee, mode francesi erano già penetrate. Il Parini, in un mirabile sonetto milanese, che ha la parlata evidenza di quelli del Porta (e qual poeta vernacolo sarebbe anche divenuto!), coglie argutamente il discorso che una dama tiene a una signora tenera, a quanto pare, dei Francesi rivoluzionarii: