Èl staa inventaa dopo ch'han mazzaa el Re?

L'è el primm ch'è rivaa? Oh bell! oh bell!

Oh! i gran Franzès! Besogna dill: no gh'è

Popol, che sappia fa i coss mej de quell![5]

I bosin rozzi, poeti popolari in vernacolo, le cui canzonette si vendevano a un centesimo per le strade, inveivano intanto contro l'eccidio dello sventurato Luigi XVI, forse, e senza forse, eccitati dalle autorità imperanti; e contro la nuova moda che le signore più imprudenti adottarono nel crudo inverno del 1795, mentre intorno erano nevi continue e ghiacci. Si trattava

di mostrare nudi il collo, le spalle, il petto, com'erano costrette ad avere le gentildonne vittime della Rivoluzione francese, mentre venivano trascinate a soccombere sotto la lama della ghigliottina. Un nastro rosso, per raffigurare il sangue, girava intorno al collo ed era condotto sotto le braccia e incrociato sulla schiena, e poi ricondotto sul petto per formare un nodo. Questa moda, in Francia, si chiamava à la victime, e da noi «vestire alla ghigliottina».

On vestii che tutt l'han ditt

Brutt de sangu e de delitt,

Infamaa per man del boja;

cantava una bosinada: