XVII. — La satira politica nel Porta. — Il popolo milanese all'epoca della massima potenza di Napoleone. — Una ecclissi di sole. — Ironico sonetto del Porta. — Nuove vittorie napoleoniche e nuove baldorie. — Il brindisi del Porta alla Cascina dei pomi. — Il blocco continentale e i falò di merci inglesi a Milano. — Spie e confische. — La guerra di Russia. — Entusiasmo bellicoso dei nostri. — Eugenio Beauharnais a capo dell'esercito italiano. — Primi bollettini della guerra. — Buone notizie. — I Te Deum e una satira del Porta. [248]

XVIII. — La guerra di Russia e gl'Italiani. — I nostri generali e i nostri soldati. — Partenza dei nostri da Milano. — I primi eroismi. — Ciò che racconta il barone Zanòli. — Il vicerè Eugenio insulta i nostri soldati. — Vivo alterco fra il generale Pino e il vicerè. — Il piano di guerra russo. — Lombardi feriti. — Gl'Italiani alla Moscowa. — Scene orrende. — Napoleone biasimato dai nostri sul campo. — All'incendio e al saccheggio di Mosca. — Altre scene d'orrore. — Una bottega di confetti. — Abbigliamenti grotteschi. — Cinico motto di Napoleone sulla sua salute. — Le perdite italiane accertate. — Il ritorno delle «aquile» napoleoniche a Milano. — Il generale Lechi. [256]

XIX. — Milano al domani del disastro di Russia. — Le madri desolate. — Ritorno d'Eugenio a Milano. — Nella Corte della viceregina. — Una odiosa dama di Corte. — Le figlie di Amalia Augusta. — Una mascherata, un funesto presagio. — Nuove guerre e nuove sconfitte napoleoniche. — Oltraggi a Napoleone. — Richiamo delle truppe francesi dall'Italia. — Carlo Porta sferra un fiero sonetto contro quelle truppe. — Pranzi costosi. — Aggressioni, invasioni nelle case e altre ribalderie. — Ultimi giorni di Francesco Melzi. — Come Napoleone lo favorisse. — La «Società del Giardino». — Ville e viaggi. [273]

XX. — Ingrossa la bufera d'odio contro Napoleone. — Il suo misero capro espiatorio. — Complotti in favore d'un ritorno degli Austriaci. — I partiti. — Le ultime ore del Regno italico. — Tumulti. — La plebe armata. — L'atroce giornata del 20 aprile 1814 e il giovane conte Federico Confalonieri. — L'orrendo martirio del ministro Prina. — Un frate, Ugo Foscolo e un servo del Romagnosi. — Neppure il sepolcro!... — Il generale austriaco Bellegarde e l'arciduca Giovanni a Milano. — Fiera risposta di quest'ultimo. — Un sonetto del Porta a questo proposito. — Ingresso di Francesco I d'Austria a Milano. — Il brindisi del Porta. — Giudizio statario contro i malandrini. — La carestia. [282]

XXI. — Uno strano giudizio di Alessandro Manzoni. — La Prineide di Tommaso Grossi. — È attribuita al Porta. — Ire furibonde di questo e pubbliche dichiarazioni. — Nobile tratto del Grossi. — La tragi-commedia Giovanni Maria Visconti scritta insieme dal Porta e dal Grossi. — Esame del manoscritto. — Giudizio di Carlo Tenca. — Giuseppe Verdi s'ispirò a un effetto scenico di quel dramma. [299]

XXII. — Ugo Foscolo in casa Porta. — Sue relazioni con la famiglia del poeta. — Lettere sue dagli autografi. — Il suo buon umore dall'esilio. — Le avversità di Luigi Bossi. — Tratti generosi del Porta e di sua moglie per lui. — Il pittore e poeta Giuseppe Bossi in fine di vita. — Grande amicizia del Porta anche per lui. — Morte di Giuseppe Bossi: suo monumento scolpito dal Marchesi. — Lo Sposalizio di Raffaello e il museo del gaudente conte Sannazzaro. — Carlo Porta sul Lago di Como. — Memorie lariane: a Blevio. — Sonetti del Porta contro il favorito della Principessa di Galles. [309]

XXIII. — Nella casa del conte Luigi Porro. — Silvio Pellico e il Conciliatore. — Carlo Porta in mezzo ai Carbonari. — Si accorse egli del suo pericolo? — La lotta fra romantici e classicisti. — Perchè Carlo Porta la combattesse. — Il suo verismo. — Giovanni Berchet portabandiera dei romantici. — Il Manzoni difeso con buon umore dal Porta. — Sua lettera da Parigi. — Un giudizio del Manzoni riportato da Ruggero Bonghi. — Un giudice in tribunale strapazza i romantici: risate del Porta. — Giornali in zuffa letteraria. — Le solite soavi polemiche letterarie. — Vincenzo Monti contro l'Acerbi. — Francesco Cherubini. — Abbattimenti del Porta e sgridata del Grossi. [328]

XXIV. — Ultimi giorni del Porta. — Il suo amore per Milano. — Strali contro il Cicognara. — Un consolatore: Gaetano Cattaneo. — Servilismo grottesco di costui. — Ancora scherzi ameni del Porta. — Suo testamento morale al figlio. — Suoi pensieri religiosi e sue celie morendo. — Monsignor Tosi. — Morte. — Un tentato assassinio. — Persecuzione contro i Carbonari. — Vincenzo Monti vigilato dalla polizia austriaca. — Milano contristata. — Elogio del Porta scritto dal Manzoni al Fauriel. — L'addio del Grossi sulla tomba del Porta. [343]

XXV. — Lavori del Porta lasciati incompiuti. — La guerra di pret. — Vena patetica del grande ironista. — L'apparizion del Tass. — La versione della Divina Commedia in meneghino. — Un'iscrizione vessata. — Scoperte funebri che fanno ridere. — Monumento a Carlo Porta. [357]

XXVI. — Il carattere della poesia milanese. — Poeti milanesi anteriori e posteriori a Carlo Porta. — Il Belli, il Giusti e il Porta. — Il dialetto del Porta e il dialetto milanese odierno. — Modo di composizione del Porta. — Valore del Grossi quale poeta dialettale. — Atroce visione risparmiata a Carlo Porta. [367]