La marchesa Maria Trotti era un'alta credente. Nella religione, trovava sublimi conforti, ma chi può dire che quella fede non le fosse sorta, come forza sovrumana, della contemplazione della terra del più grande evento?
Nell'Asia Minore, la principessa Belgiojoso, acquistò un possedimento agricolo: un ciflik. Si era condotto seco uomini di fiducia, amministratori; si era circondata di servi turchi e cristiani. E uno di costoro, italiano, che si diceva reduce delle patrie battaglie, e vivamente raccomandato alla principessa dal marchese Antinori allora a Costantinopoli, pugnalò per vendetta una sera la principessa ferendola in più parti del corpo, e voleva uccidere anche la Maria. Furono salvate dagli altri servi, accorsi alle loro grida di soccorso. Il servo, che voleva vendicarsi del licenziamento minacciatogli dalla principessa perchè ubbriacone, fu disarmato, fu arrestato, cacciato in una prigione e condannato dalle autorità turche. E la principessa, che volle curarsi da sè stessa le ferite, una delle quali grave la ridusse curva per tutto il resto della vita, potè da allora con più calma lavorare per mantenere sè e la figlia e sostenere le spese del suo possedimento, che certo non fruttava quanto la illustre profuga s'era immaginato. Il sequestro dei beni, perpetrato dal Governo austriaco ritornato a dominare in Lombardia, dove la principessa Belgiojoso nel 1848, era apparsa, quasi nuova Giovanna d'Arco, alla testa del suo battaglione di militi crociati; le enormi spese sostenute per il mantenimento dell'ospedale dei “Pellegrini„ a Roma; quelle del viaggio, dell'impianto agricolo e via via.... avevano ridotto a mal partito la fortuna dell'ardimentosa signora; perciò scriveva articoli per le riviste, e pei giornali d'America, dove propugnava la causa d'Italia; e con la figliuola Maria ricamava stoffe che si vendevano nei mercati di Costantinopoli. La famiglia, benchè colpita anch'essa dalle gravissime multe dell'Austria, non mancava di spedir denaro alle due esuli; ma quel denaro, per via, passando di mano in mano, si assottigliava, spariva.
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Nel 24 giugno del 1861, Maria dei principi Barbiano di Belgiojoso andò sposa al marchese Lodovico Trotti-Bentivoglio, patrizio milanese, ch'era vedovo della contessa Elisa Lucini Passalacqua, con tre figlie. Così, ella di soli ventitre aprili, quando le giovani della sua età sognano l'amore senza sùbiti sacrificii, senza gravi pensosi doveri, assumeva nello stesso giorno delle nozze il duplice sacro ufficio di sposa e di madre tutrice. Ebbe poi il conforto di esser madre di due figlie proprie.
Nella primavera del 1893, moriva la contessa Adriana Marcello Zon di Venezia, signora di bella cultura, dama di Corte della Regina Margherita e la marchesa, già dama di palazzo, veniva eletta da Sua Maestà a quella carica di particolare, delicata fiducia. La prima Regina d'Italia, col suo spirito penetrante avea scoperte le rare qualità della gentildonna milanese, qualità velate dal consueto riserbo; e potè farsene ben presto un'amica; un'amica profondamente devota, che, in una notte spaventevole, in una notte atroce, in quella dell'assassinio di Re Umberto I, doveva unire le proprie lagrime a quelle della Sovrana.
La vita di Margherita, vita di idealità e di atti eccelsi, si svolse per vent'anni accanto alla devozione di Maria Trotti; e nessuna meraviglia se Sua Maestà venne più volte a Milano per trovarla nel suo letto di pene, con quella trepidazione che la grave malattia non lasciava pur troppo dileguare.
Maria Trotti si spense a Milano, nella notte del 25 novembre 1913, nella stessa casa dove morì la madre sua; e i funerali — a cui parteciparono l'aristocrazia e il popolo — dicevano quanto la voce d'una povera cieca espresse poi, al Cimitero Monumentale di Milano, davanti alla bara, con accenti che strappavano il pianto.
Anche nella morte, la figlia si mostrò diversa dalla madre. La principessa Cristina Belgiojoso aveva terrore della morte; benchè vecchia, quasi mummificata, non voleva morire e lo diceva ad alta voce; tanto, dopo una vita sì avventurosa, ell'era avvinta ancora alla vita! La figlia Maria accolse la morte con un sorriso celeste.
Raffaello Barbiera.