Mi voltai ad un vecchio che mi stava vicino osservandola e gli domandai: — La conoscete? — Robba de lupanare, eccellenza... — Basta. — Un cupo mormorio di compassione e di paura si levò a quella scena, ed alcuni di noi ci muovemmo per soccorrere quell'infelice, ma non fummo in tempo, perchè barcollando ed agitando convulsamente in aria le braccia, la vedemmo sparire come un fantasma attraverso alla luce del lampione che illuminava l'androne d'ingresso, sorretta dalle sue compagne che quasi se la portavano in collo.

In quel momento un ragazzo che, per veder meglio, s'era ficcato attraverso alla macchina cominciò a gridare: — Ahi! Ahi! la mano, la mano! — (gli era rimasto un dito fra gl'ingranaggi) e la folla e gli uomini di servizio: — Indietro, indietro le rote! — Stiamo facendo — Ah! mi si tronca, mi si tronca! — La lanterna, la lanterna! — Levate il piede dalla catena! — È una creatura d'Iddio! — Così non si farà niente! — Ah! madonna, madonna! E tu dove vai? — Ci cascherete dentro; indietro, indietro! — Ed altre esclamazioni ed altri urli e un turbinìo di teste, di braccia e di mani, che tumultuosamente si affollavano in un punto. In quel mentre altre grida partivano da persone spaventate, che fuggendo inciampavano e inciampando cadevano attraverso alle casse dei cadaveri ancora insepolti.... Dio, Dio, Dio! Fu una scena d'orrore, una scena d'inferno, ed io coi capelli ritti e la pelle increspata, uscii di là dentro inorridito, nè valse a mitigare la mia tristezza paurosa la pazza allegria dei nuovi giardini alla Marinella, dove corsi affannato per divagarmi.

Qualche anno fa, il figlio d'un potentato d'Europa, dopo aver sentito parlare di questo cimitero, osservava non so a quale Autorità napoletana:

— Spero che sarà stato soppresso?

— E potete dubitarne, Altezza Imperiale? — gli fu risposto.

Quel giorno stesso, venti carogne umane andavano una dopo l'altra a capo fitto, a stroncarsi le costole contro le ossa di chi le aveva precedute nell'immonda voragine.

Lettera VII.
Dove si parla d'una gita a Capri.

Napoli, 25 maggio 1877.

Quante serate ho passato, con gli occhi fissi e l'ansia degl'innamorati nel core, a contemplare quell'isola incantatrice!