(con dolce rimprovero) Babbo! Babbo! (Riprende ad apparecchiare la tavola.)

Pietro

(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi) Ma... non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio (tritola i mozziconi).... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!... Aspettiamo.

Margherita

(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano il capo.)

Pietro

(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e, fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.) Oh! Benone! Così. (Canticchia:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....» (Un breve silenzio.) Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma il mio piano aveva i [pg!25] suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio! Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi sono provvisto di... (mettendo fuori un gran cornetto rosso) non so se mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh? Sono andato....

Margherita

A giocare, babbo, a giocare....

Pietro