(Un silenzio.)

Don Paolo

(gli si avvicina e, guardingo, insinuante, semplice, solenne, gli parla all'orecchio:) Signor Vannucci... [pg!264] siete sicuro... di non essere voi innamorato di quella fanciulla?

Vannucci

(levandosi come per una violenta scossa elettrica e spalancando gli occhi in un misto di stupore e di raccapriccio) Io! (Poi acuisce il pensiero, impallidisce, abbassa gli occhi e dice a Don Paolo, con voce fioca e penosa:) Don Paolo, voi siete stato crudele,... ma io vi sono riconoscente!

Don Paolo

(si stringe nelle spalle in segno di bonaria indulgenza sacerdotale e si scosta da lui, andando verso Ferdinando e Nina.)

Vannucci

(facendo uno sforzo) Sentite, Nina.... Ho riflettuto al vostro desiderio.... (Con molta dolcezza) È giusto, sì.... Mi occuperò io di ogni cosa.... Sarete contenta.... Fidate in me.... Ne riparleremo domani.... Per ora, abbiate pazienza.... Ho un po' d'emicrania.... Ma, domani, sarà passata... sarà passata.... (Torna a sedere sulla vecchia poltrona e piega il capo in una mano, poggiando il gomito sul tavolino.)

Nina