Graziella

Vedrai, invece, che a poco a poco....

Salvatore

Chi è fatto di gesso non diventa di ferro. Mettiti bene in mente che io non sarò mai buono a guadagnarmi un soldo col lavoro.

Graziella

Sei tanto istruito. Sei stato a scuola. Mi dicesti che sei stato perfino in un collegio, lontano da Napoli.

Salvatore

Perbacco se ci sono stato! Ed ero il primo della classe, come suol dirsi! Un portento! Un fenomeno d'intelligenza! I maestri, per non farmi troppo insuperbire, mi ammonivano: «dovete ringraziare il babbo che vi ha dato tutto questo ingegno». E siccome mia madre mi aveva lasciato credere che un padre lo avevo avuto sul serio e che era morto prima che nascessi, io... gli spedivo i ringraziamenti in paradiso. Già!... E che medaglini sul petto!... Che uniforme stringata! (Ride con amarezza) Eh eh!... Un collegio di nobili, ti dico, perchè lei... li aveva i quattrini per farmi stare insieme con i figli dei galantuomini. Quella poveretta ci aveva pensato ad attaccarmi addosso la scorza del galantuomo. Il sangue me lo aveva dato cavandolo dalle lordure più ributtanti; ma la pelle, ah! la pelle me la voleva fare con l'oro di zecchino.

Graziella

Certamente la sua intenzione era buona.