(si annichilisce, sedendo, tutta raccolta, sopra una sedia, e, per prudenza, tace.)

(Un silenzio.)

Salvatore

(brontolando) Non c'è da illudersi. Noi dovremmo avere il buon senso di tornare ciascuno al punto dal quale siamo partiti quattro mesi or sono. Ognuno nasce con un indirizzo scritto qua (si tocca la fronte) come sopra una lettera messa alla posta, e, gli piaccia o no, a quell'indirizzo ci deve andare.

Graziella

(timidissimamente) Tu dici così; ma poi neppure tu ti staccheresti da me. Questo lo so.

Salvatore

(fingendo di non aver udito, continua a ragionare, brontolando) Ci siamo incocciati a camminare con la testa in giù e le gambe in aria!... Per gli altri è uno spettacolo meglio che a teatro; ma per noi!... Per noi può essere la morte!... Finiamola una buona volta con questa cosa pazza che si chiama l'amore! (Lontano da lei, si sdraia sulla panchetta, stendendo le gambe.)

(Un silenzio.)

(poi parlano con lentezza triste. Ogni parola è come un lieve rintocco funebre.)