(continuando) Guardalo da vicino questo mostro che per metà è un signore e per metà un miserabile, che è mezzo ignorante e mezzo istruito, mezzo indulgente e mezzo crudele, mezzo coraggioso e mezzo vigliacco! Ah, tu non te lo immagini come sia triste vivere così!... Ho ribrezzo del disonore, e intanto giro intorno ad esso continuamente. Non so adattarmi alla straccioneria, e intanto sono l'ultimo degli straccioni. Tolgo dal vizio una donna che si struggeva di passione per me, e intanto bestemmio quel momento di bontà e aspetto che proprio tu venga ad offrirle ciò che io non le posso comprare! Se avessi almeno adesso la forza di perdonarti, Dio Santissimo, non sentirei così grave il peso di questa umiliazione!
Francesca
(tremando) Io non sono venuta per essere perdonata, Salvatore. È da molto tempo che non lo spero più, perchè mi sono capacitata che tu non puoi.
Salvatore
(sempre più commosso).... Quando ti scorgo, tutta impaurita, con quella faccia macilenta, con quegli occhi infossati che luccicano ancora come due lumi accesi in un sepolcro, io provo uno strazio, uno strazio, e ho la tentazione di gridarti: «mamma mia, mamma mia, vieni qua, accostati a me come una mamma al figlio....» Ma subito il veleno che mi desti a bere mi sale alla testa, mi piglia il cervello.... Io me ne sento ubbriaco, me ne sento bruciato, e lotto con me stesso; e mi pare di avere nel petto due cuori che urtano l'uno nell'altro e si frantumano, e allora questi occhi che non riesco a chiudere vorrei cavarmeli con le unghie per non vedere più i tuoi che mi fanno spasimare!
Francesca
Io ti prometto... che da oggi innanzi... mi ti nasconderò meglio. Ti vedrò, ti vedrò sempre,... senza farti vedere i miei occhi.... Così non ti darò mai più tormenti e tu non penserai mai più che io speri d'essere perdonata. Mi hai permesso di entrare nella tua casa: mi hai permesso di parlare con lei (indica Graziella) e io te ne ringrazio... e me ne vado contenta. Lo avevo tanto desiderato!... (Si asciuga qualche lagrima) E se... una preghiera mia può essere da te accolta insieme... col piccolo regalo che t'ho portato,... io ti prego, Salvatore,... ti prego di non abbandonarla questa giovane buona..., perchè niente conforta l'anima d'un uomo infelice come il difendere dal peccato una povera donna caduta.
Graziella
(prorompe in singhiozzi e le getta le braccia al collo.)
Francesca