Giulia

(con asprezza angosciosa) Perchè anche la compassione a cui mi si costringe per un uomo che mi ama è una viltà della mia coscienza.

La signora Marnieri

La compassione non è mai una viltà!

Giulia

(energicamente) Sono io che devo giudicarmi, signora Marnieri, e la clemenza sua non renderà me più clemente verso me stessa! Del resto, che cosa potrebbe mutare per la mia compassione?

La signora Marnieri

(paurosa)... Anche dalla compassione... può nascere l'affetto.

Giulia

(drizzandosi in piedi con una immediata irruenza dolorosa) Avrei il dovere di morire se sapessi di amare! (Breve pausa.) Il nostro colloquio, signora Marnieri, è durato già troppo.