(trattenendo nella sua la mano di lei e stringendogliela più forte, ancora con le lagrime che le vagano sulle pupille, quasi interrogandola, fiatando appena, ripete:) La ringrazio. (Si distacca penosamente, ed esce.)
Giulia
(stanca, trasognata, rapita come da una ineluttabile influenza sovrumana, lentamente siede e resta immota guardando dinanzi a sè un punto lontanissimo, con i grandi occhi estatici.)
(Passa qualche istante.)
SCENA VII.
GIULIA e GIUSEPPE.
Giuseppe
(tutto vestito a lutto, con l'abito abbottonato, portando in una mano un cappello col velo nero, nell'altra, col braccio quasi penzoloni, il piccolo mazzo di fiori, comparisce in fondo, compunto e austero. Vedendo che Giulia non si accorge di lui, annunzia con voce poca e grave:) Signora Giulia, la carrozza del Comitato è venuta.
Giulia
(ha un piccolo soprassalto. — Rabbrividisce.) (Pausa.) (La sua fisonomia si muta.) (Ella cala la veletta sul viso e si leva.) Eccomi, Giuseppe.... Sono pronta. (Quindi si avvia.)