Giuseppe
(diritto, con le spalle allo stipite, aspetta con solennità che ella gli passi davanti.)
(Sipario.)
ATTO QUARTO.
Un camerone bislungo che va un po' restringendosi in fondo. C'è nell'ambiente qualche cosa di claustrale. Le pareti sono bianche e nude. L'alto soffitto è a volta. A destra, una prima porta su cui è scritto: Direzione; e, a sinistra, dirimpetto a questa porta, un corridoio che s'interna nell'edifizio. Poi, un'altra porta a ciascuna delle due pareti laterali. L'angolo sinistro del camerone è tagliato dall'ampio vano ad arco d'una scala che discende. Nel centro della parete di fondo è un largo finestrone dal parapetto basso. Oltre un tavolino di noce che è sul davanti, verso il lato destro, e poche seggiole solide e pulite, nessun'altra suppellettile interrompe quella nuda e serena semplicità. Dal punto mediano della volta pende un ferro che sostiene una sola lampada elettrica sotto un cupolino di porcellana. Una più piccola lampada è nel vano della scala. Un'altra dinanzi all'uscio della Direzione. La chiavetta della luce è alla parete in fondo, presso il vano della scala.
SCENA I.
SUORA ELISABETTA, FAUSTINA, LA SIGNORA MIRELLI, LA MARCHESA ANTONUCCI, ADALGISA, DONNA SOFIA, UNA VECCHIETTA.
(È il vespero. Le lampade sono spente. Il camerone è nella penombra. Dalla grande finestra aperta si vede, come un quadro in una cornice, il profilo di qualche casa, di qualche terrazza, di qualche campanile, sull'orizzonte che va abbuiandosi e il luccichio tremulo delle prime stelle. Con le spalle voltate alla finestra e poco da essa discoste, sono sedute, formando quasi un semicerchio: Suora Elisabetta, che è una monaca senza connotati speciali; la marchesa Antonucci, che è una signora sui quarantacinque anni dallo aspetto molto signorile; la signora Gilberta Mirelli, giovanissima, esile, con un viso pieno di soavità, vestita a lutto; Adalgisa, dall'età un po' incerta tra i trenta e i trentacinque anni, dall'aspetto ambiguo, ora gaio ed ora malinconico, vestita un po' in disordine, ma non senza una certa grazia bizzarra; Donna Sofia, una vecchia nitida e atticciata dai capelli bianchissimi; Faustina, che indossa una veste grigia arieggiante un'uniforme; e UNA VECCHIETTA decrepita, raccorciata e magra, col dorso curvo, avvolto in uno scialletto nero.)