Ma io saprò mostrarvi di meritare ancora la vostra stima, il vostro consiglio, la vostra protezione. Io vi circonderò di tali cure che le vostre sofferenze non potranno non esserne alleviate. Io soffierò tutta la mia vita nella vostra per convincervi che vi siete ingannato!

Raimondo

(freddo, meditativo, quasi diffidente) Senti, Luciano. Le tue buone parole mi bastano, e non avertelo a male se non accetterò da te l'assistenza che non ho accettata dai tuoi compagni. Ma affinchè tu ti rassereni, io ti do immediatamente, dinanzi a loro, la prova maggiore della mia stima e della mia tenerezza inalterata. Faccio quello che avrei già fatto se tu col tuo contegno non me lo avessi impedito. (Con solennità) Tu sei il mio erede più immediato. Questo manoscritto ti spetta. Tu controllerai le mie ricerche, perfezionerai i miei studii, e farai da guida a questi giovani, sostituendoti degnamente alla mia persona. (Stendendo il braccio e porgendogli il manoscritto) Io ti auguro di averne gloria. Prendi.

Luciano

(reggendosi a stento, cadaverico in volto, prende il manoscritto con la mano tremante, e non riesce che a mal pronunziare:) Grazie.

Raimondo

(lo ha fissato acutamente e, a quel pallore, a quel tremito, a quel laconismo, si accende d'ira; e, come Luciano prende il manoscritto, glie lo strappa con violenza brutale dalle fiacche dita, gridando:) Ah no, vivaddio, non è così che avresti dovuto accogliere il dono con cui ti trasmettevo veramente una parte di me stesso! (Getta sulla tavola il manoscritto. — Indi, abbattuto, preso da una profonda amarezza, conclude:) Sta bene. Confesso che non ti capisco. (Ha un brivido.) E basta ora.... (Col cervello annebbiato) Non ti voglio più capire! (Gli volge le spalle, e, spettrale, col pensiero errante come in una oscurità sinistra, parla agli altri) Sono stanco, ragazzi miei!... Ma, prima di separarci, debbo rivolgervi un'ultima preghiera.... Non tornate più nella mia casa. (Quasi piangendo) non ci tornate, non ci tornate... nemmeno per coprire di fiori il mio letto di morte.

(Tutti, eccetto Luciano, hanno una istantanea espressione di meraviglia dolorosa mista di timido affettuoso risentimento.)

Raimondo

(continua, implorante, in un tono insolito di umiltà, cercando le parole, pauroso egli stesso di ascoltarle:) E... se davvero volete rispettarmi, come avete detto,... astenetevi dal ricercare le cause di questo mio strano desiderio... che, sono, del resto, anche per me, molto confuse... e perdonatemi! (Tenendosi la testa fra le mani, esce a destra precipitosamente.)