(prorompendo) Tutte le mie angosce e tutti i miei istinti, intolleranti d'ogni transazione dello spirito, mi spingono a chiedere un giudizio vostro, perchè, anche se troppo severo, io ne avrei un sollievo, ne avrei un po' di quiete, me ne sentirei come purificato!

Raimondo

(con impeto furibondo) E dunque che cosa aspetti per confessarti a me?!

Luciano

Le mie labbra vi si ribellano!

(Un lungo silenzio.)

Raimondo

(cercando di coordinare idee, fatti e parole, sempre obbedendo alla sua chiaroveggenza e pur diffidandone un poco, riflette. Indi, gli si fa dappresso e gli dice quasi all'orecchio in un misterioso tono confidenziale) Vuoi... vuoi che io ti aiuti a vincere la tua riluttanza?

Luciano

(esausto, sedendo) Io non ho più nessuna volontà. Sono un uomo inerte, e sono vostro! Potete fare di me quello che voi volete.