Raimondo

No! no!... Non è vero, non è vero.... Sono io che invento..., sono io che oso ricorrere ai più bassi sotterfugi per indagare come al solito.... Tu comprendi facilmente che una confessione di tal genere non si fa ad un marito.... E poi Luciano è così preso dalla sua scienza, è così assorbito dai suoi ideali e aveva tanta soggezione di me... che non si concepirebbe come egli avrebbe potuto cominciare ad amarti....

Giulia

(con gli sguardi limpidi e con la voce ferma e vibrante) E se anche mi amasse, che temeresti tu? Nessuna donna è spinta ad amare solamente dal sapersi amata!

Raimondo

(quasi timido) Ma... quando l'amore d'una persona non indegna fosse costante a traverso il tempo, a traverso lo spazio, quando quest'amore portasse i segni dei sacrificii compiuti, sublimi come i tuoi propositi di resistenza, non potresti finire con l'esserne soggiogata?

Giulia

Disgraziatamente, mi ripeti le interrogazioni che mi facevi stamane!

Raimondo

(abbandonandosi tutto alla sincerità dolorosa) No, Giulia, non sono le interrogazioni di stamane, perchè in questo momento noi non parliamo più d'un'ombra senza contorni, non parliamo più d'un caso vago ed ipotetico: parliamo bensì d'un uomo esistente che tutti e due conosciamo e d'un fatto flagrante di cui tutti e due siamo convinti.