E come sembra a voi ch'io lo possa?
Sonia
Lo puoi con le tue ammonizioni, col tuo comando, con quelle tue parole che dicono cose che soltanto tu sai. Sono parole che là per là fanno tremare, e poi si fissano, amiche, qui, nel cervello, vi restano come inchiodate, e continuano a dire, a dire, a dire...
Francesco
Voi siete sotto l'impressione del mio utile intervento. Travedete. Fantasticate. La riconoscenza vi abbacina. Le mie ammonizioni, il mio comando, tutto l'aspro repertorio di sapienza, che voi credete soltanto mio e che vi fa tremare, non vi scanserebbero da un triste fascino che vince anche lo spavento del carcere. Agiscono in voi delle forze irresistibili che di voi dispongono illimitatamente e che producono ogni vostro atto, ogni vostro istante di vita. Sono le medesime, ahimé, di cui vive, inconsapevole, il bruto.
Sonia
(trema) Il bruto?!
Francesco
Sí, Sonia Zarowska: il bruto! E finché queste forze irresistibili vi possiederanno, finché esse comporranno la vostra vita, nulla varrà a salvarvi dalle tentazioni alle quali finora avete dovuto cedere. Per potervene difendere, per potervene salvare, un'altra vita bisognerebbe sapere infondervi: una vita che non avesse la sua intima sede nei sensi, una vita interiore, una vita spirituale, quella vita cioè che molti vorrebbero soffocare perché piena di lotte e di tumulti, ma che appunto — tra i confini, s'intende, del nostro raziocinio — differenzia dal bruto l'essere umano.