Sonia
(dibattendosi) Non capisco! Non capisco! Non mi riesce di capire!...
Francesco
(con un pallido sorriso buono) E questa volta sarebbe piú che mai strano se non fosse cosí! (Le mette una mano sulla spalla.) Ma giacché le mie parole vi si fissano, amiche, nel cervello e continuano a dire, a dire, a dire..., voi non dimenticherete quello che ora non capite,... e sarà sempre qualche cosa!... Vi saluto, Sonia Zarowska! Vi saluto! (Pacatamente, accorato e pensoso, si allontana, esce.)
VI.
Sonia
(non ha piú tentato di trattenerlo, non lo ha seguíto con gli sguardi, non si è mossa, ed è rimasta come tramutata in una statua, assorbita dall'insistente volontà di capire. Per lei piú nulla è intorno. — Quella volontà intensa e vana la distacca dall'atmosfera che la circonda, le aliena la vista e l'udito.)
(Nel corridoio si fa buio.)
Una voce di donna