Sí.

Ulrico

Non mi frodare, dunque, Soniuccia! È l'ora mia.

Sonia

Sono pronta.

Ulrico

Oh, bene! bene! (Si accende una sigaretta.)

Sonia

(è sempre allo stesso posto. — Appare quasi inquieta. Poi, a grado a grado, si trasfigura. Il suo volto assume un aspetto di ebete sensualità con una impronta d'involontario maleficio in agguato. Dalla sua bocca, di cui le labbra combaciano, si stende, mugolata, una sottile esarmonica melodia di sapore orientale, che sembra funebre.)