Ulrico

(sporge la testa di tra le spalle alzate, tira giú il monocolo, e punta su lei, spalancati e cupidi, gli occhi storti.)

Sonia

(comincia a convellersi nei fianchi frementi, nelle braccia alquanto aperte in su, e i convellimenti procaci seguono il ritmo morboso della melodia. — Ma súbito l'inquietudine torna a serpeggiarle in tutta la persona. Il suo volto diviene sofferente. Il ritmo si spezzetta. La melodia si affioca. Le muore in gola. — Ella ristà. Le sue braccia cadono inerti.) — (Con una intonazione di scoraggiamento:) No! No! Stasera, no!

Ulrico

(costernato) Sonia?! (Le va di fronte, vivamente, piú per esortarla che per rimproverarla.) Sonia?!

Sonia

(rammaricandosi) Non avertela a male!. Stasera, no!

Ulrico

(sbalordito) Perché?!