(severo) Se mi ascolti, la tua curiosità sarà soddisfatta.
Ulrico
(stentando a contenere la collera, maltratta il cappello. — Risiede su una seggiola presso il tavolino.)
Francesco
(sedendo poco discosto da lui) Nessuno l'ha costretta. Nessuno l'ha condotta. Si recò da me spontaneamente. Il mio indirizzo, suppongo, lo apprese da un tale che capitò lí, da lei, la sera famosa in cui mi obbligasti a restare in sua compagnia. Costui ebbe agio di leggere la mia carta di visita per un incidente che non ti raccontai perché non era necessario raccontartelo. Quella sera, la pietà, che, sincera e anche soccorrevole, non tardò a succedere in me al disgusto, la riempì d'una intontita ammirazione mista a una specie di caparbia fiducia e ad una esagerata gratitudine.
Ulrico
(con una vivacità comprensiva) Perciò quella sera la trovai eccezionalmente distratta, eccezionalmente sviata!
Francesco
Stammi attento, e non m'interromperei
Ulrico