Sono in un vortice, Agnese!... Troppe emozioni in una volta!... Ti chiedo in grazia una sosta!...
Agnese
Una sosta, no!... Ho lungamente tardato a recarti l'annunzio in cui tanto speravo, perché lungamente ho temuto di perdere le mie speranze facendoti l'astrusa confessione che Dio mi aveva comandata. Ma poi, a un tratto, sono corsa a rischiare queste speranze presa da una avidità subitanea e sfrenata di vedere la mia sorte, di vedere il mio avvenire, del quale tu sei l'arbitro. E, giacché hai udito la confessione e l'annunzio, io ti chiedo impaziente che parli la sincerità tua come ha parlato la mia. Mi assicuri tu che presso la culla della nostra creatura torneranno a congiungerci tutte le ragioni sublimi che un tempo ci congiunsero?
Francesco
(dilaniandosi, prorompe in un doloroso furore) Io vorrei almeno tacere e non me lo concedi!... Vorrei tacere! Vorrei tacere!... Quel morto mi rende implacabile col suo amore sovrumano ed eterno!
Agnese
(sorge in piedi irata e fiera. Indi, la fierezza e l'ira svaniscono in uno sconforto muto.)
(Un silenzio.)
Francesco
(umiliato, balbetta:) So di offendere l'eroismo della tua confessione degna d'una santa. So di calpestare il dono che la tua virtú mi ha portato. (China la fronte con l'umiltà d'un peccatore cosciente davanti ad un altare.) So... di essere abominevole!