Francesco

E ritiratevi! Mi date molestia!... D'altronde, è l'ora del riposo. Già forse riposano le vostre compagne. Mi spiacerebbe che Suora Marta si incomodasse a cercare di voi. E badate: mai piú implorazioni indiscrete come quella che avete osato di rivolgermi! Tra mia moglie e me, voi non siete nessuna!

Sonia

Non giudicarmi troppo male! Ascoltami!

Francesco

Non c'è bisogno ch'io vi ascolti. Ritiratevi, Sonia! Vi ordino di ritirarvi!

Sonia

Ascoltami! Ascoltami! (Tutta palpiti nella insistenza)... Tu mi hai congedata oggi, dicendomi che ero guarita. Non mi pareva che fosse vero, e t'ho pregato di farmi restare. Ma stasera mi pare vero. Mi accorgo che è vero. Mi sento veramente guarita. E sono pronta a lasciarti. Me ne andrò. Me ne andrò domattina all'alba. E anche súbito potrei andarmene. Per questo, vedi, per questo mi abbrucia il desiderio di saperti incamminato, insieme con lei, verso la gioia, verso la felicità. Se io ne avessi la sicurezza, il mio cuore sarebbe docile e forte, e ti saluterei tranquilla, senza piangere, senza soffrire...

Francesco

(pervaso dalla soavità ch'ella emana, se ne difende, e reagisce con brutale asprezza.) Basta, Sonia! Basta! Basta! Non voglio commuovermi per le vostre ansie inopportune! Non voglio, non voglio piú udire il suono della vostra voce!