Agnese
La vita di solitudine a cui mi dispongo rifiuterebbe l'agiatezza che non somigliasse un poco alla povertà. E poi... pensa che sempre caro mi fu destinare i nostri risparmi all'opera umanitaria della tua generosità e del tuo ingegno. Desidero che questo contributo non manchi e non diminuisca. Continuerà ad essere, in parte, l'obolo mio.
Francesco
Sarò scrupoloso interprete del tuo desiderio.
Agnese
Ti ringrazio. E addio! (Con fermezza eroica, gli stende la mano in una profferta di leale commiato.)
Francesco
(con pari fermezza istantanea, gliela stringe nella sua.) Addio, Agnese.
(Tutti e due, solenni, si guardano con gli occhi tristi che si vietano le lagrime.)
(Qualche lagrima, invece, vela gli occhi di Ulrico.)