Antonio, tu impazzisci!
Antonio
(in un parossismo di esaltazione spasmodica, sghignazzando) Ma io mi pago a un prezzo immenso il lusso della immensa viltà che commetto, e, per la voluttà di compiere il sozzo mestiere, prendo con le mie mani la mia vita così, come prendo questa bottiglia vuota, (esegue) e la mando in frantumi! (Scaglia a terra, con violenza, la bottiglia, le cui schegge schizzano intorno. Egli grida:) Sono il delatore di me stesso! Il ladro di Guido Salviati sono io!
Tutti
(di scatto, si alzano, colpiti dal terrore e dalla meraviglia. Si odono simultaneamente le loro esclamazioni:)
— Che!
— Tu!
— Tu!
— Voi!
(E restano allibiti, attoniti.)