Oh, Antonio, tu mi dài tanto tanto bene!
(Comincia a giungere, attutito dall'uscio chiuso, il rumore dell'opificio).
Antonio
E tu, povera piccola mia, mi porti, in un giorno di festa, il fiore gentile del tuo amore, e nei miei nervi di combattente il racconto dei tuoi spasimi suscita nuove energie. Non più il timor panico di turbare la mia pace e d'intralciarmi la strada. Oramai, la mia strada è larga ed è piena di luce! Non vedi che son qui, nel cuore d'un organismo già vitale, che si sottrae ad ogni prepotenza e che fra breve avrà la consacrazione del trionfo? (Prendendola per un braccio, menandola verso il fondo, facendole salire i gradini e aprendo l'uscio) Vieni, vieni, guarda, ascolta. (Il rumore dell'opificio sale e si espande.) Non ti sembra che palpiti, che frema, che viva, che ingrandisca?!...
Maddalena
(sporge la testa e guarda estatica.)
Antonio
Qui dentro non ci sono insidie e non ci sono sfruttatori. Ci sono trecento compagni, d'ogni parte d'Italia, i quali mi seguono, mi circondano, mi si stringono intorno e riconoscono in me la potenzialità di mettere un'anima che è mia e che sarà sempre mia in quest'organismo che sarà sempre di tutti.
Maddalena
(guardando affascinata) Come è bello!