Io la supplico, signore, di non occuparsi di me.

Gustavo

Ecco l'ingratitudine!

Nino

Non la mia.

Gustavo

Ah! l'ingratitudine vostra poi non la sopporterei. Siete già in condizione di esercitarvi al boston in un salotto recondito: non negherete, spero, che io abbia un po' contribuito coi miei suggerimenti a questi rapidi progressi. (In mezzo, tra l'uno e l'altra, rivolgendosi a Bice) Non contesto di certo l'efficacia del reciproco fascino. Ma gli è che una fanciulla dotata di grazie e di virtù eccezionali è per l'uomo come una plaga remota, come una terra sconosciuta. Lo sapete voi quello che accade in fatto di terre sconosciute? Un bel giorno, qualcuno ha un'ispirazione geniale e indica all'umanità un punto inesplorato del globo. Se egli avesse i mezzi per esplorare, non ci penserebbe due volte e, fiducioso, si metterebbe in cammino. È su per giù la storia di Cristoforo Colombo. Orbene, quello della ispirazione sono stato io. I mezzi non li avevo e nessuno poteva darmeli. Ma avrò sempre il diritto di vantarmi d'avervi additata a questo ardente viaggiatore, il quale non ha che a volere.... per compiere degnamente l'impresa gloriosa! (A Nino) Dico giusto, mio giovane amico?

Nino

(confuso) In verità.... io non intendo...

Gustavo