Ma che cosa c'è da non intendere? La plaga remota (indicando Bice) è già, viceversa, alle viste. Avanti, dunque! Preparatevi a dare il vostro nome, come Amerigo Vespucci, alla terra su cui farete fiorire... la civiltà coniugale. (Mutando tono: paternamente a tutti e due) Sentite a me, ragazzi miei: non vi perdete in danze inutili. Seguite l'impulso del vostro cuore, non quello dei vostri piedi. E se riuscirete, com'è presumibile, a mettervi d'accordo, non dimenticate che io, in un modo o nell'altro, sono stato un po', tra voi, il tratto d'unione. Non crediate che io abbia l'idea di esserlo anche in avvenire. Non mi ci divertirei. Ma, in compenso, nei vostri momenti felici... rivolgete un pensiero all'amico lontano! (Li guarda.)

Bice e Nino

(abbassano gli occhi.)

(Un silenzio)

Gustavo

No?... Pazienza: nemmeno questo! (Via dal fondo.)

SCENA III.

BICE e NINO. Poi GUSTAVO e TILDE.

Bice e Nino

(restano a gran distanza, molto impacciati e alquanto sbalorditi.)