(a Nino) Or ora le ho mandato un biglietto. Si vede che lei non lo ha ricevuto, ed è bene che sia stato così. (Ad Ernesto) Ti lamentavi di dover fare colazione solo? Ti presento un commensale graziosissimo: il signor Nino Lovigiani, il primogenito della mia amica Donna Livia Lovigiani di Roma, che me lo ha raccomandato con tutto il calore con cui una madre può raccomandare un suo figlio. Signor Nino, lei aveva tanto desiderio di conoscere mio marito?... Eccolo qui.

Nino

(senza fiato) È una fortuna!

Ernesto

(getta a Tilde un'occhiata di rimprovero.)

(Entrano due Camerieri, portando un tavolino elegantemente apparecchiato con due coperti. Lo collocano nel mezzo della stanza e vanno via.)

Tilde

(a Nino) Senta, io sono mortificata di dovermi assentare. Un affare urgente mi obbliga a recarmi a Napoli. Ma mio marito mi sostituirà. Del resto, a tavola, gli uomini preferiscono la compagnia degli uomini. Sarà quindi un piacere per lei e (indicando Ernesto) per lui.

Ernesto

(seccatissimo, con svogliata dissimulazione) Per me specialmente.