Elena
Da qualcuno che la conosca bene.
Ugo
L'unico qualcuno che mi conosca bene sono io stesso. E se ella non può transigere sul convenzionalismo della presentazione, la servo immantinente.
Elena
(ascoltandolo e guardandolo, resta in piedi, con le mani indietro, appoggiate allo scrittoio.)
Ugo
(va fino in fondo senza interrompersi) Ho il piacere di presentarle in me... il signor Ugo Ginetti, napoletano di nascita e cosmopolita di elezione, uomo degnissimo di stima, con spiccate attitudini di avventuriero e analoga elasticità di temperamento. Lei dice che la qualifica di avventuriero fa a calci con la stimabilità? S'inganna, perchè io non ho parlato che di attitudini. Si possono avere le attitudini del ladro senza essere un ladro. E, anzi, fra tante persone che non rubano, le sole che abbiano incontestabilmente diritto all'ammirazione ed alla stima sono quelle che, volendo, saprebbero rubare. Capirà che tutte quelle altre, che non saprebbero rubare, non hanno nessun merito a non essere dei ladri. Io sono estremamente stimabile perchè, sfornito, ab origine, di mezzi finanziari, ed esposto a tutte le tentazioni del globe-trotter, non ho profittato con larghezza delle mie attitudini di avventuriero. Le ho soltanto utilizzate nei confini dell'onestà. Avrei saputo fare, al tavolo di gioco, dei... giochi di prestigio; avrei saputo divertire un miliardario per scroccargli i quattrini e la moglie; avrei saputo documentare un falso titolo di marchese per sposarmi... i titoli di rendita di una qualche stanca sfruttatrice di vapori transoceanici o di una qualche stagionata ereditiera di miniere carbonifere, e, invece, mi son limitato a imbrogliare il mondo facendo in Egitto il professore di letteratura italiana senza aver mai letto un verso di Dante, in Grecia il maestro di scherma senza aver mai conosciuta da vicino una sciabola, a New-York e a Filadelfia il pianista... suonando a orecchio. Ho imbrogliato il mondo, non lo nego, ma l'ho imbrogliato così onestamente e ne ho tratto così poco vantaggio che sono stato assalito spesso dal sospetto che l'imbroglione fosse il mondo e l'imbrogliato io. Tanto imbrogliato, che sarei ancora un avventuriero al verde se un mio parente superstite non avesse avuto il delicato pensiero di morire dopo di essere stato fedele a due grandi virtù: a quella dell'avarizia e a quella dell'infecondità. Ciò detto, o signora, io ho motivo di credere che ella possa ritenere come perfettamente compiuta la formalità della presentazione.
Elena
Mi ha favorito addirittura la sua biografia!