SCENA PRIMA.
UGO, L'ALBERGATRICE, LO CHAUFFEUR.
La voce di Ugo.
(dalla strada:) Ma che razza d'albergo è questo?! Nessuno apre!... Nessuno risponde!... Albergatore! Albergatrice!...
La voce dell'ALBERGATRICE
(acutamente, a scatti) Vengo vengo! Vengo vengo! Vengo vengo! (A ogni scatto, due «vengo» détti come una parola sola.)
(Un silenzio.)
L'albergatrice
(entra dal fondo con zelo servizievole. — È una graziosa piccola vecchietta pulita e svelta. Fa dei piccoli rapidi gesti infantili; cammina a piccoli rapidissimi passi; porta una cuffia bianca sui capelli bianchi a riccioli e una vestaglia di mussola sotto il cui lembo spicca l'amaranto delle pantofoline; e parla a scatti, velocemente, con un'acuta voce di testa, raddoppiando, spesso senza distacco, la parola o la frase. Raddoppia, per esempio la parola «vengo» e dice «vengovengo»; raddoppia la parola «sì» e dice «sìsì»; raddoppia la parola «capisco» e dice «capiscocapisco».)
Ugo