Giulio
Fiorenzaccio, io pretendo di sapere i particolari del tuo così detto incubo!
Don Fiorenzo
Ricominci con gl'interrogatorii?!
Giulio
T'impongo di rivelarmi quello che sognavi!
Don Fiorenzo
(diventando di scatto quasi tragico) Ma che sognare! Ma che sognare! Non sognavo, no! Vedevo! E non era la prima volta che vedevo!... Dal giorno in cui tu m'inducesti ad accennarti la mia follia di studente romantico, la stessa immagine che quel giorno rievocai mi riappare dinanzi sempre che cerco di concentrarmi nella preghiera. E mi riappare così evidente, così vera, così viva, così vitale che io mi sento ricacciare, anima e corpo, nel passato di venti anni fa. L'illusione che i miei occhi compongono ha la consistenza precisa di un fatto reale. In quei momenti, io ho la certezza profonda che quella donna sia lì, lì, dinanzi a me, come per invocare soccorso contro l'infamia dell'uomo nefasto a cui la conobbi doverosamente fedele. Ed io ritorno, in quei momenti, alla mia giovinezza, io ritorno alla mia libertà, io ritorno alla mia follia primaverile, e per di più, nella singolare illusione, concepisco speranze che venti anni addietro non osavo concepire!... Ma ecco che, all'improvviso, una chiaroveggenza nascosta dà a tutto ciò la fisonomia della tentazione e dell'insidia. Io mi spavento. Chiudo gli occhi. Continuo a vedere. Mi agito, mi dibatto, m'insulto, mi percuoto, e continuo a vedere, continuo a vedere, continuo a vedere... finchè non riesco a fuggire distaccandomi da lei con uno sforzo disperato, e allora, finalmente, rientro in me stesso e mi metto in salvo! (Breve pausa) Ora, per esempio, sono al sicuro. Dov'è la mia giovinezza?... Dov'è la mia libertà?... Dov'è la follia primaverile?... Più nulla!... Un piccolo sfogo col fratello compiacente, un po' di pazienza in saccoccia per gli eventi della giornata... e una visitina al vedovo infelice per ottenere che egli perdoni al prete inetto di non averlo ancora saputo conquistare a Dio.
Giulio
(togliendosi la paglia e sedendo serio, quasi pensoso) Sì, mio buon Fiorenzo, vai, vai a fare la tua pietosa visitina. Ma non trattenerti a lungo, ti raccomando. Io t'aspetto qui.