Don Fiorenzo
Perchè?
Giulio
Per niente. Ho piacere di stare con te. Ogni volta che mi parli, mi fai del bene. Quando non ti vedo, quando non ti ascolto, io ricasco nella mia frivolezza, e poi me ne dolgo, me ne irrito!
Don Fiorenzo
Ma tu, al contrario, mi farai il favore di ricascarci, perbacco! O che? Per causa mia ti vuoi mummificare?! Non ci mancherebbe altro!... Lascia che dentro l'anima ti frulli! Ridi, salta, canta, fatti sempre bello come oggi, porta in giro, nella luce meridiana, i tuoi trent'anni,... e, se fioriranno gl'idillii villerecci sul tuo cammino, non prendere troppo sul serio... la buona condotta che mi feci promettere. Tanto, anche senza il permesso di Don Fiorenzo, il mondo seguiterà ad andare com'è andato sempre. (Animandosi) Stavi per uscire. Non esci più?
Giulio
No, non stavo per uscire. Ho già passeggiato lungamente stamane.
Don Fiorenzo
E passeggia ancora! Passeggia! (Gli rimette la paglia in testa e lo costringe ad alzarsi) Su! Su!... È cominciato un giugno che serba tutti i dolci profumi del mese di maggio. Vatteli a godere! E ti voglio dare un garofano più sfacciato, più audace. (Corre svelto al balcone e ne coglie uno rosso fiammante.) Audace come il fuoco!... Audace come la fiamma! (Indi, sostituendolo a quello che Giulio porta all'occhiello) Guarda che bellezza!... Rosso su bianco!... La fiamma fra le nevi!... Ti va a meraviglia!... Sei magnifico!