Annita

Sì, reverendo. Quel giorno, il suo congedo mi scoraggiò.

Don Fiorenzo

(osservandola e scrutandola con intensità) Era un congedo momentaneo....

Annita

A me parve addirittura... d'essere scacciata. E non so davvero come oggi io sia riuscita a vincere il mio scoraggiamento.

Don Fiorenzo

Fui frainteso. Lei capitò in una giornata eccezionale. Non potetti darle udienza, ma le dissi — ricordo bene —: «la mia porta è sempre aperta». E, guardi: (indicando la porta) non era una frase. Un sacerdote, specie in un villaggio, deve, nei limiti del possibile, togliere di mezzo tutti quegli ostacoli che possono... far ritardare coloro che sentono la necessità di rivolgersi a lui. Una porta chiusa non cessa di essere un ostacolo nemmeno quando ci sia una mano pronta ad aprirla, giacchè, in ogni caso, è un divieto che bisogna mutare in consenso. Il divieto di entrare nella mia casa non c'è... per nessuno.

Annita

(ascolta, compunta e raccolta.)