Giulio

(dopo avere accesa la sigaretta, accoratamente rassegnato, discende le scale.)

(Qualche nota del suo consueto motivetto zufolato si allontana con lui.)

SCENA IV.

Don Fiorenzo

(contenendo, nell'entrare, la vivissima velocità del passo) Eccomi a lei, signorina....

Annita

(si alza, inchinandosi umilmente.)

Don Fiorenzo

No.... Resti comoda, resti comoda.... Sederò anch'io.... (Mette una mano sulla spalliera di una sedia. La presenza di Annita gli ha rinnovata, molto più profondamente, l'impressione che provò quando la vide fra la piccola folla dei suoi poverelli. Insiste ancora perchè ella risegga.) Mi faccia il favore.... (Appena Annita acconsente, egli si lascia cadere sulla sedia a cui si è appoggiato.) Questa visita, signorina, se non mi sbaglio, è una visita procrastinata di circa un mese.