Annita
(celando un moto intimo di sollievo, contraccambia freddamente il saluto:) A rivederla.
Giulio
(oltrepassa la soglia in fondo, e, sogguardando Annita, si avvicina all'uscio accanto. Sta per entrare nella casa di Sebastiano, ma si ferma. Preferisce di non entrarci. E resta sul pianerottolo, chiamando:) Fiorenzo!... Fiorenzo!... (Pausa) C'è qui... la signorina che voleva parlarti quel giorno.... L'ho vista entrare e sono tornato indietro per riceverla. Ti attende. (Poi, per avere il pretesto di soffermarsi ancora, sempre sogguardando Annita, che non lo vede, si dispone ad accendere una sigaretta.)
Annita
(al lieve stridore del fiammifero stropicciato sulla scatola, ha come un leggero urto e, senza volere, si volta — per un istante solo.)
Giulio
Mio fratello viene sùbito, signorina.
Annita
(non ha nemmeno un gesto di ringraziamento.)