Annita
Sono tranquilla.
Don Fiorenzo
A domani, Annita.
Annita
A domani. (Resta lì, incapace di allontanarsi, invasa da una convinta devozione come innanzi a un altare.)
Don Fiorenzo
(ancora raffrenandosi, ma con l'urgenza di nascondersi, va alla porta della stanza accanto, l'apre sùbito pur cercando di moderare la fretta, e, poichè sta già per essere preso da un capogiro, si precipita dentro e richiude.)
Annita
(lo ha seguíto con gli occhi devotamente pietosi, e, adesso, in un atteggiamento di mestizia calma e soave, si avvia, lenta, verso il fondo. — Sulla soglia, si ferma, quasi non volesse uscire. — Sporge il capo. — Guarda giù per le scale. — Non vede nessuno. — Prosegue.)