(Appena ella è uscita, torna a risuonare, fiocamente, l'invariato zufolìo di Giulio. — Quelle note insistono, insistono, fioche e monotone, nel silenzio che incombe.)

(Sipario.)

ATTO TERZO.

La medesima camera.

SCENA I.

(Qualche istante di vuoto e di silenzio.)

Barbarello

(entra dalla porta a sinistra con rapidità precipitosa andando verso le scale. Nella foga del correre, sulla soglia della porta in fondo, che è aperta come di consueto, scivola e casca rumorosamente.)

Don Fiorenzo

(venendo sùbito dopo di lui dalla stessa porta a sinistra e vedendolo a terra, lo sgrida:) Eh!... Per forza devi cadere!... Corri così all'impazzata!...