Barbarello
(raccogliendo una lettera che gli è scappata di mano e rialzandosi indolenzito).... Tu... tu hai detto....
Don Fiorenzo
E sempre con quel «tu hai detto...»! Che t'ho detto io?!... T'ho detto di affrettare il passo, non già di precipitarti in cotesto modo selvaggio!... Il solito eccesso di zelo!... E adesso è inutile che tu mi stia a contemplare!... Va, ragazzo mio.... Va.... In fretta, sì, ma, ti prego, senza romperti la nuca, perchè quest'altro guaio sarebbe proprio fuori programma!
Barbarello
(via, correndo, un po' meno rapidamente.)
SCENA II.
Don Fiorenzo
(si mette ad andar su e giù per la stanza facendo dei piccoli gesti nervosi. Indi si ferma presso il tavolino. Riflette senza più gesticolare. — Con risolutezza dà un pugno sul tavolino e conclude:) Ne ho il dovere! (Esce sul balcone, e, alzando il capo, chiama vivamente:) Giulio!... Giulio!...
La voce di Giulio